ricerca
avanzata

Inferno

Un libro in lingua di Dan Brown edito da Anchor Books, 2016

  • € 8,90
  • Il prezzo è variabile in funzione del cambio della valuta d’origine

Informazioni bibliografiche

 
Le Recensioni degli Utenti Unilibro
"Inferno"
Brown sottotono
,
3

Alla base del nuovo best di Brown c’e’ la teoria di Malthus che sostenne che l’incremento demografico avrebbe spinto a coltivare terre sempre meno fertili per giungere all’arresto dello sviluppo economico, poiché la popolazione tenderebbe a crescere più velocemente della disponibilità di alimenti. Il che vuol dire dimezzare drasticamente la popolazione del pianeta, cosi’ come avvenne nel 1300 con la Morte Nera che ridimensiono’ la popolazione europea, dando origine a quella che fu la Rinascita. Nel romanzo,che vede per la quarta volta protagonista Langdon,si tratta di mandare a monte un piano infernale che vede nell’eccesso di prolificita’il Demone da abbattere, elaborato da uno scienziato pazzo,ben protetto dalla solita confraternita mondiale realmente esistente, ma che nel libro ha cambiato nome per motivi di sicurezza. Langdon si trova a Firenze, poi di qui si sposta a Venezia per concludere la sua impresa in quel di Istambul. Tutto seguendo riferimenti danteschi o versi scritti sulla falsa riga del Sommo , e cercando di elaborarne il senso, che diventa facile anche per il lettore stesso. Il romanzo non e’ sicuramente all’altezza dei precedenti;si lascia leggere ma non avvince.E la colpa e’ qui della scelta delle localita’.Soprattutto per Firenze -almeno per noi italiani che abbiamo studiato e amato Dante,ma il discorso vale anche per Venezia: ci sembra di ripassare una lezioncina sul"Bignami". E nel caso del Duomo di Firenze incappa in un mezzo errore, attribuendo l’affresco all’interno della Cupola solo al Vasari, quando questa, proprio per la sopraggiunta morte dell’artista scrittore fu ultimata da Federico Zuccari. Tutto il percorso all’interno di Palazzo Vecchio - con la distuzione dell’apologia di Cosimo I Medici - tra gli affreschi del Vasari sembra affidato ad una guida turistica; prendiamo per buono che l’abbia fatto a beneficio degli stranieri che lo leggono e che non sanno...E’ stato , eope quello che ho potuto verificare, rispettoso di date ed eventi. Ma credo che la grande delusione sia nel titolo, una ruffiana deddica a Dante, depistante per quanti s’attendevano un viaggio simbolico attorno alla cantica e del quale qualcosa si coglie nella mappa di Botticelli. Con Dante ci si poteva aspettare di piu’; ma e’ gia’ tanto infernale il piano che viene messo a punto e sapere che c’e’un’organizzazione che regola le leggi economico politiche del mondo!

"Inferno"
,
4

Inferno è il quarto romanzo che vede protagonista il famoso e stimato professore di simbologia religiosa ad Harvard: Robert Langdon (della sua vita privata si sa ben poco salvo che: soffre di claustrofobia, si mantiene in forma, non ha una compagna e indossa sempre un vecchio orologio raffigurante Topolino). Le vicende sono narrate attraverso vari punti di vista (nessun problema per il lettore) ma il principale resta quello del protagonista che stavolta si risveglia in un ospedale di Firenze ricordando poco e nulla (ma ha delle strane visioni legate alla Divina Commedia di Dante e alla Peste) e come se non bastasse qualcuno sta cercando di ucciderlo. Tutto il romanzo è basato su fughe rocambolesche, inseguimenti incredibili, flashback e continue informazioni di natura storica su quadri, luoghi e personaggi (senza dubbio molto interessanti e ben intrecciate con gli avvenimenti ma a volte tendono ad essere fuori posto e ammetto che il romanzo a volte può dare l’impressione di una guida turistica). Ho apprezzato molto l’idea dell’ambientazione fiorentina (non manca una capatina in qualche altra città) e la simbologia dantesca come motore per dar vita a questo thriller storico dalle tinte apocalittiche. Una lettura coinvolgente soprattutto grazie ai numerosi colpi di scena, il ritmo serrato, la trama lineare, lo stile scorrevole e l’immancabile e misteriosa Langdon’s girl. E’ anche vero che qualche spunto di riflessione c’è e mi riferisco all’idea che tra Bene e Male ci sia un confine sottile e che forse il Male potrebbe essere una scelta necessaria se servisse per un bene superiore, ma niente di approfondito. In conclusione, i libri di Dan Brown vanno intesi come opere di puro intrattenimento (sinceramente ho passato delle ore davvero piacevoli) e come scusa per (ri)visitare i luoghi menzionati nel libro (Partirei domani per Firenze). Aspetto con trepidazione il prossimo libro.